Acqua: pubblica o privata?

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Le lotte per l’acqua

Nella maggior parte dei paesi (salvo alcune eccezioni) l’acqua viene gestita pubblicamente. In Italia tuttavia si sono combattute numerose battaglie a riguardo.

Uno degli avvenimenti più importanti in proposito è stato il referendum del 12 e 13 giugno 2011, dove il 54% dei votanti si è proclamato contrario alla privatizzazione dell’acqua.

Nonostante la scelta del popolo, l’Italia è rimasta frammentata e presenta tuttora molte lacune.

Nel nord molti comuni non hanno cambiato atteggiamento ed hanno mantenuto l’acqua privata.

Al contrario, nel sud, alcune regioni si sono dichiarate favorevoli alla resa dell’acqua pubblica (Napoli, Palermo ecc…).

Un altro avvenimento molto importante è stato la Conferenza internazionale Greenaccord tenutasi a Roma prima del referendum.

In questa sede gli enti principali hanno cercato di rispondere alla domanda “acqua: pubblica o privata?“.

 

Pro e contro

Una gestione dell’acqua pubblica consente una distribuzione generalmente più efficiente delle risorse idriche e costi inferiori per gli utilizzatori.

La privatizzazione dell’acqua, essendo gestita da enti privati che ricercano il massimo profitto, innalza invece i costi.

Andrea Masullo, direttore dell’associazione Greenaccord, ha tuttavia proposto una soluzione intermedia asserendo che “si può pensare di affidare ai privati alcune attività tecniche”.

 

Il vero problema

La realtà è che la gestione dell’acqua rappresenta un business altamente redditizio e per questo attira sia gli enti pubblici che quelli privati.

Le risorse idriche sono fondamentali per la vita umana e per questo non ci sarà mai un calo della domanda o una crisi di settore.

Sempre per l’importanza di questo raro elemento però, molti gruppi di protesta hanno cercato di far capire che il vero problema non è se l’acqua debba essere pubblica o privata, ma come verrà usata e soprattutto distribuita.

Ci sono milioni di persone che muoiono per la mancanza di questo elemento visto ormai come una semplice merce di scambio. La vera domanda sarebbe dunque, acqua: come usarla nel modo giusto? come sfruttare l’energia idroelettrica?

In questo modo il dubbio sulla proprietà pubblica o privata dell’acqua rappresenterebbe un concetto inutile e marginale.

Le domande sono ancora tante a riguardo e molto probabilmente l’Italia assisterà ad altri interventi volti a rispondere alla domanda acqua: pubblica o privata?

Fonte: Rinnovabili.it

 

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