Perché e come TUTELARE il proprio MARCHIO

Richiesta di registrazione

La prima cosa da fare per poter TUTELARE UN MARCHIO che sia identificativo della propria azienda o di un prodotto che sia opera dell’ingegno, è REGISTRARE IL MARCHIO stesso attraverso la presentazione della domanda presso una qualsiasi Camera di Commercio. Se non si vuole esplicare questa procedura, si può chiedere la registrazione del marchio anche tramite una semplice raccomandata con ricevuta di ritorno, da inviare direttamente presso Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. La prima procedura resta la più veloce.

Non basta fare domanda per ottenere la registrazione perché la richiesta viene vagliata al fine di verificare che sia corretta dal punto di vista formale e per controllare che non vada a ledere i diritti di altri soggetti. Dopo aver fatto questo controllo vi è la pubblicazione della richiesta sul “Bollettino dei Brevetti per invenzioni, modelli e marchi” pubblicato mensilmente. Da questo momento decorre il termine per fare opposizione alla registrazione del marchio da parte di chi si ritiene leso dalla registrazione a causa ad esempio di una similarità, somiglianza o identicità con un proprio marchio. Si può dire che registrazione del marchio e opposizione alla registrazione altrui siano due fasi essenziali per la tutela del marchio e senza la prima non può avere luogo la seconda.

Procedure giudiziali

L’opposizione alla registrazione è di sicuro una delle forme più importanti per Tutelare un Marchio, ma non è l’unica che può essere espletata perché può succedere che il titolare non venga a conoscenza della richiesta altrui e, di conseguenza, solo dopo tempo dalla registrazione si accorga che un suo diritto viene leso.

In questo caso chi ritiene leso il proprio diritto ad uso esclusivo del marchio registrato, può proporre alla controparte una diffida e quindi aprire una procedura legale che però richiede tempi piuttosto lunghi. Maggiore celerità si può ottenere se vi è la possibilità di intraprendere anche un’azione di tipo cautelare. In questo caso si procede prima con la descrizione del marchio che si ritiene lesivo del proprio diritto, quindi il sequestro dello stesso e l’inibitoria ad usare e produrre oggetti recanti il marchio stesso. Il giudice può anche stabilire una penale a carico del contraffattore, la stessa serve a risarcire la parte lesa. Il sequestro cautelare è preventivo e non pregiudica il prosieguo dell’azione giudiziaria, serve a tutelare chi si ritiene leso dalle conseguenze dovute al trascorrere del tempo che occorre per addivenire alla risoluzione della controversia.

Procedure extragiudiziali

E’ risaputo che i tempi della giustizia in Italia sono lunghi e che nel frattempo che si addivenga ad una sentenza definitiva, i soggetti coinvolti possono anche perdere interesse alla risoluzione stessa. Ciò accade perché alcune controversie che riguardano lo sfruttamento economico richiedono, per avere una tutela piena, tempi brevi. Per ovviare a questo il legislatore ha previsto delle procedure più snelle: l’arbitrato o la mediazione.

L’arbitrato può essere attivato con una semplice richiesta alla camera arbitrale. Questa procedura è caratterizzata dal fatto che le parti possono decidere di devolvere la controversia ad esperti nominati da essi. La mediazione prevede, invece, che la controversia sia risolta da un terzo imparziale ed è volta alla ricerca di un accordo amichevole. Entrambe queste procedure sono caratterizzate da speditezza e riduzione dei costi. Se una parte propone una mediazione o un arbitrato, l’altra è libera di accettare questa modalità di risoluzione della controversia oppure richiedere un vero e proprio giudizio.

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